Particelle per curare

3. Acceleratori per Adroterapia

percorso di Alessia Embriaco

Gli acceleratori di particelle sviluppati per le ricerche di fisica fondamentale si sono rivelati utili strumenti per la medicina. Come dice la parola stessa, gli acceleratori sono macchinari nei quali le particelle vengono accelerate.

Quando una particella entra in una zona dove è presente un campo elettrico subisce una forza che la accelera. Negli acceleratori sono presenti delle cavità in cui è applicato un campo elettrico e dove si possono accelerare le particelle fino a ottenere l’energia necessaria.

Ma sono anche necessari dei magneti, i quali guidano il fascio lungo la sua traiettoria. Infatti l’azione del campo magnetico sulle particelle cariche produce una deviazione dalla sua traiettoria: usando dei magneti opportuni si possono obbligare le particelle a compiere la traiettoria voluta.

acceleratore

In un acceleratore le particelle vengono accelerate grazie al campo elettrico mentre il campo magnetico ne delinea la traiettoria.

Gli acceleratori sembrano degli oggetti molto strani e complicati, ma fino a una decina di anni fa tutti ne avevamo uno in casa: il vecchio televisore a tubo catodico. Nelle vecchie TV l’enorme “scatolone” conteneva un acceleratore di elettroni. Il fascio veniva accelerato da un campo elettrico, mentre un campo magnetico lo spostava da destra a sinistra, dall’alto in basso in modo da colpire lo schermo, generando l'immagine desiderata.

Famoso è l’acceleratore LHC (Large Hadron Collider) del CERN (Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire) di Ginevra con i suoi 27 km di circonferenza, utilizzato per la ricerca delle particelle fondamentali, come il bosone di Higgs.

Oggigiorno però la maggior parte degli acceleratori esistente viene usata per la medicina. Questi acceleratori sono molto simili al fratellone del CERN ma hanno dimensioni ridotte, in quanto le energie utilizzate per la cura sono molto minori.

I fasci dopo esser stati accelerati e portati all'energia necessaria vengono inviati nelle sale di trattamento dove il paziente , sdraiato su un lettino opportunamente posizionato, è pronto per la sua terapia.

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