fisicanullaLa fisica del nulla. La strana storia dello spazio vuoto
di James Owen Weatherall
Bollati Boringhieri


È possibile concepire e descrivere una teoria di ciò che ci sta attorno senza prima definire l'assenza? Evidentemente no: per definire il 'pieno' (la materia, le forze che la governano, il mondo che ci circonda) occorre essere d'accordo su ciò che è il 'vuoto' (la 'scatola' che lo contiene). Questo è l'assunto di J.Weatherall alla base del bel libro 'La fisica del nulla'. Si badi bene, non siamo alla ricerca di un qualche senso metafisico dell'assenza bensì di una definizione circostanziata e precisa che permetta di costruire delle relazioni (posizione, velocità, interazioni reciproche) tra oggetti contenuti nello 'spazio vuoto'. Scopriremo che la riflessione sull'esistenza del vuoto risale all'antichità, ma solo in tempi moderni (Newton e Leibniz) la disputa ha assunto quello che oggi potremmo definire 'dibattito scientifico' con prove e ragionamenti, a favore della sua esistenza o della sua negazione. Come spesso è accaduto nella storia della scienza, è la necessità di definire un concetto a stimolare il ragionamento su di esso con tutte le sue conseguenze logiche. Ancora peggio se scopriamo che il contenuto (la materia) influenza ed è influenzato dalla 'scatola' che lo contiene (lo spazio-tempo). Con Einstein e la Relatività Generale, il concetto di vuoto diventa ancora meno intuitivo, intrinsecamente legato a tutto ciò che è presente, ma è con la Teoria dei Quanti che perdiamo completamente ogni riferimento ai punti saldi della nostra esperienza. Perde persino significato il concetto di misura minando alle basi le fondamenta di un qualsiasi ragionamento su essa basato (in fin dei conti volevamo solo descrivere relazioni tra gli oggetti contenuti nella scatola!). Un vuoto brulicante di 'vita' che stentiamo a definire tale. D'altro canto nessuna altra teoria è stata capace a descrivere con tanta precisione il mondo che ci circonda quindi è probabile che sia corretta. La morale? Per procedere, occorre liberarci dai nostri pregiudizi, mettere in discussione quello che e' ritenuto ovvio e con molta umiltà rinnegare le nostre sensazioni, spesso sbagliate, facendoci guidare solo dalla ragione. Una lezione valida, probabilmente, non solo nella fisica.

(LUGLIO 2017 SxT-libroalmese)//Marco Battagieri